Intervista a Luca Bello – Ingegnere, Project Manager BLC
Entrare in un cantiere significa imparare a leggere le persone prima ancora dei progetti.
Per Luca Bello il cantiere non è solo un luogo di lavoro, ma uno spazio di responsabilità, decisioni e crescita continua.
In questi mesi, BLC sta vivendo un passaggio importante. L’azienda si muove dal lavoro costruito negli anni da Carlo Bello verso una nuova fase. Una fase che guarda al futuro senza perdere le proprie radici.
Ne parliamo con Luca Bello, ingegnere e project manager di BLC.
Crescere in un’impresa edile di famiglia non è scontato.
Cosa ha significato per te crescere professionalmente “nel cantiere”?
Oggi sono 15 anni che l’edilizia è la mia vita. Ogni giorno trascorso ad affiancare mio padre tra maestranze, materiali, progetti e imprevisti mi ha formato come professionista. Con il tempo, sono diventato indipendente, ma porto avanti il mio lavoro credendo nel valore fondamentale della formazione.
Non stancarsi mai di imparare, approfondire, accogliere e perseguire gli obiettivi sono alla base del crescere sia personalmente che professionalmente. Sono grato a mio padre per avermi insegnato l’amore per questo mondo e di avere la passione comune di costruire qualcosa di ancora più grande.

C’è stato un momento preciso in cui hai capito che questo sarebbe stato il tuo ruolo? Un passaggio, una scelta, un episodio che ti ha fatto dire: “questa è la mia strada”.
Quando ero piccolo e facevo i miei primi passi sui cantieri, trovavo questo lavoro affascinante, ma non gli davo il giusto valore. Non potevo immaginare che sarebbe diventato il lavoro della mia vita.
Con il tempo, cresci, e quel mondo diventa tuo. È la tua certezza, e tu sei parte di esso.
Ricordo un momento, da ragazzino, in cui ho pensato di mettermi alla prova in altre esperienze lavorative. Forse sentivo il bisogno di preservare la mia autonomia, fondamentale quando inizi a muoverti nel mondo da maggiorenne.
Ma alla fine, tutto riportava a questo lavoro. Tutto riportava alla nostra realtà familiare, che ci ha sempre unito, tra gioie e difficoltà. Nessuna prospettiva era così entusiasmante come l’idea di portare un giorno avanti l’azienda di famiglia.
Oggi sei responsabile della gestione dei progetti BLC.
Cosa significa, nella pratica quotidiana, essere un project manager in cantiere?
Non sono un amante degli inglesismi ma possiamo riassumere le attitudini necessarie al ruolo che ricopro in azienda con “responsabilità” ed “organizzazione”.
Parlo di responsabilità perché seguo le strategie gestionali, contrattuali ed economiche dei cantieri e dell’azienda. Mi occupo anche dei rapporti con collaboratori, fornitori, clienti, tecnici e consulenti.
Supervisiono l’organizzazione interna per definire al meglio le procedure di lavoro dei cantieri per fare in modo che si rispettino termini contrattuali ed accordi definiti. Il mio sistema è un sistema basato sulla collaborazione, il confronto è alla base di tutto per il bene dell’azienda che è la priorità.
Dal tuo punto di vista, cosa vuol dire “costruire” oggi? Quali sono gli aspetti che non possono mai essere trascurati?
Risposta: Ci sono molti modi per costruire qualcosa. Si può scegliere se farlo in qualità oppure concentrandosi sulle tempistiche, andando in economia di tempo, di impegno, di ambizioni. Esattamente come per un palazzo, per costruire qualcosa la base fondamentale sono le persone.
Le relazioni che instauri, l’interesse che provi, l’educazione con il quale ti approcci va ben oltre la professionalità o il tecnicismo. Questo concetto è per me diventato importante nel tempo grazie alla continua formazione che faccio con il team.
BLC Edilizia crede fortemente in questo che dovrebbe essere un valore condiviso da più realtà come la nostra.
Il rapporto con fornitori e team è una parte centrale del tuo lavoro. Come si costruisce un cantiere che funziona davvero?
Dietro ogni cantiere in corso vi è un’organizzazione importante del team. Esattamente come diamo valore ai maestri che lavorano con noi e che fanno parte da anni della nostra famiglia BLC, diamo valore anche alle materie ed ai materiali che gli danno modo di potersi esprimere in qualità.
È fondamentale scegliere le persone vincenti, non dal punto di vista puramente tecnico e di esperienza – che rimane comunque un plus di selezione – ma dal punto di vista umano.
Trovare le giuste collaborazioni non è semplice, richiede tempo e dedizione ma con il giusto impegno ti permette di avere obiettivi comuni. I nostri fornitori sanno il valore che hanno per noi, come noi abbiamo evidentemente valore per loro, motivo per cui le collaborazioni più importanti sono anche le più durature e vanno avanti da anni.
BLC sta vivendo un passaggio generazionale importante. Cosa significa raccogliere il testimone di tuo padre Carlo, professionalmente e umanamente?
Il tema del passaggio generazionale è molto delicato ed ancora più comune di quello che si possa immaginare. Non è semplice, né per chi inizia man mano che passano gli anni a delegare responsabilità ed attività che per lui/lei sono ormai vita, né per chi deve essere pronto ad accogliere e ad assumerle dimostrando di esserne all’altezza.
Arriva poi un momento, in qualunque azienda familiare, che i figli dei padri o delle madri fondatori hanno la necessità di esprimersi al massimo sia personalmente che professionalmente.
Per noi l’azienda non può essere “figlia” come lo è per loro, ma è “sorella” ed è proprio come si fa con una sorella che la si protegge ed aiuta a crescere dandole tutto l’amore del mondo.
Nel mio percorso professionale mio padre mi ha donato valori fondamentali quali la determinazione nel portare avanti un progetto, senza mai fermarsi, la gratitudine per quello che si ha, il rispetto, la lealtà.
Questi valori mi hanno portato ad affermarmi in questo settore negli anni, coltivando collaborazioni, coltivando la mia passione per la parte tecnica, coltivando sogni e mete prefissate.
Mio padre appartiene a quella generazione di eroi, che non sanno cosa significhi fermarsi, che la stanchezza non è una sensazione che provano facilmente, sono eroi.
Se dalla loro generazione noi abbiamo tutto da imparare, dall’altra parte il posizionamento di noi figli nelle scelte decisionali permette all’azienda di crescere con visioni attuali, con l’aggiunta di concetti e strumenti che ti aiutano a “viaggiare” ad una velocità più elevata.
Questo mio padre piano piano e negli anni l’ha compreso e, nonostante non sia un uomo di molte parole, lo riconosce dandomi libertà e fiducia nella gestione aziendale. Ho 35 anni e sono ormai un uomo, lui questo lo sa.
Dovrebbe essere così per tutti i genitori che donano le aziende ai propri figli, saper riconoscere il potenziale di chi è pronto ad accoglierle e dirgli “Ora tocca a te, prenditene cura”.
Guardando al futuro, che tipo di azienda vorresti che BLC diventasse nei prossimi anni? In cosa pensi che possa evolversi, restando fedele ai suoi valori?
Risposta: Ho un carattere determinato, frutto di un vissuto che sin da giovane spesso mi ha messo alla prova nelle scelte e negli ostacoli da superare.
Tutta questa determinazione è il mio punto di forza che mi spinge ad apprezzare quello che abbiamo costruito fino ad oggi, che è qualcosa di grande, ma a non accontentarmi.

Sognare, immaginare, realizzare.
Questo è il mantra con il quale ogni giorno contribuisco a portare avanti questo grande progetto. Quello che abbiamo realizzato e che stiamo costruendo è meraviglioso e frutto di tanti sacrifici, ma non ci fermiamo qui.
Sogniamo tutti una BLC più grande, che possa accogliere e dare stabilità ad altri collaboratori, che possa diventare ancora di più un punto di riferimento dell’edilizia del territorio, soprattutto basandosi su un’edilizia d’avanguardia e perchè no, magari anche più sostenibile.
Cosa dovrebbe valutare una persona quando sceglie un’impresa edile per un progetto importante?
Risposta: Una domanda molto interessante perchè di norma la prima risposta potrebbe essere: la competenza. Noi crediamo, invece, che alla base di una scelta consapevole vi è la correttezza e l’onesta di chi la rappresenta. L’edilizia è un settore difficile ed affrontare un progetto di ristrutturazione, manutenzione, costruzione ci rendiamo conto che spesso risulta complicato e stancante per chi non fa parte del settore.
Questo viene ovviato nel momento in cui ci si affida a persone innanzitutto che non fanno questo lavoro puramente per un profitto economico, ma lo fanno con amore e con passione.
Questi valori noi amiamo esprimerli nell’ascolto del cliente, nella consulenza prima durante e dopo i lavori, nell’interesse forte e sincero per il progetto, nel piacere di supportare i clienti in tutte le fasi delle lavorazioni donandogli oltre che la nostra competenza tecnica e professionale anche la parte più umana costruendo veri e propri rapporti di amicizia.
Molti clienti sono diventati amici con cui ancora ad oggi abbiamo un rapporto speciale.
A fine giornata, quando il cantiere si svuota e resta solo il silenzio, cosa ti fa dire: “oggi ne è valsa la pena”?
“RADICI & VISIONI” e questa mostra fotografica è la risposta a questa domanda. Ogni foto rappresenta una riflessione, un attimo, una parte di quella vita di cantiere che amiamo e che ti fa dire “ne è valsa la pena”.
L’obiettivo è la soddisfazione dei nostri clienti e del nostro team. E’ una catena meravigliosa.
Il cliente sorride, i nostri ragazzi sorridono, noi sorridiamo.
Può sembrare banale o romantico, ma persino per un calcolatore come me, amante dei numeri e dei profitti, ha un fascino enorme.
